“Che dire…tutti lo dicono, ma finché non senti e non vedi cos’è la maratona di New York non puoi immaginare tanto. Credo che una decina di spettatori di Brooklyn fanno più casino di tutti gli spettatori delle gare nostrane. Le orchestrine suonano con piglio indiavolato, perfino fuori dalle chiese cantano gospel. Anche dopo, se ti riconoscono come runner che l’ha fatta i good job e congratulations non te li nega nessuno, dai barboni alle gran dame. Il tempo è stato magnifico con qualche folata gelida, un motivo in più per non fermarsi. Del resto tutti mi dicevano che se ti fermi e ti accasci il pubblico ti rimette in piedi, ti mette un hot dog in bocca e ti ordina di continuare. Io da vegetariano un hot dog proprio non lo volevo e quindi mi sono spremuto per finire con dignità come tutti i compagni di avventura di AV Run: mia moglie Cristina, Emanuela con Angelo , Alfonso con Loredana, Sandra, Piera, Stefano, Gianpaolo ed Ivan. Era la 40^ NYCM; io e Cristina fra pochi mesi siamo al 40° di matrimonio. Mica male o well done come dicono qui.”
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